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Primi

Tajarin piemontesi al ragù tradizionale

I tajarin piemontesi al ragù sono un primo piatto ricco e raffinato, costruito sull’incontro tra una sfoglia sottilissima, generosa di tuorli, e un condimento di carne cotto lentamente. La pasta, tagliata in fili fini, trattiene il ragù senza appesantirlo e porta in tavola il carattere della cucina delle Langhe.

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Preparazione1 h 15 min
Cottura2 h
Riposo30 min
Tempo totale3 h 45 min
DifficoltàMedia
Porzioni4 persone
CostoMedio
Piatto di tajarin piemontesi freschi avvolti da ragù di carne e Parmigiano grattugiato
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Prepariamo tutto

Ingredienti

  • 250 gfarina 00 (più poca per la spianatoia)
  • 8tuorli d’uovo (a temperatura ambiente)
  • 1 pizzicosale fino (per l’impasto)
  • 250 gpolpa di manzo macinata (non troppo magra)
  • 150 gcarne di maiale macinata
  • 60 gsalsiccia di maiale (privata del budello)
  • 1cipolla dorata (piccola)
  • 1carota (piccola)
  • 1 costasedano
  • 2 cucchiaiolio extravergine d’oliva
  • 20 gburro
  • 100 mlvino rosso piemontese (come Barbera)
  • 350 gpassata di pomodoro
  • 250 mlbrodo di carne (caldo, circa)
  • 1foglia di alloro
  • q.b.sale fino
  • q.b.pepe nero (macinato al momento)
  • 60 gParmigiano Reggiano (grattugiato, per servire)
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02
Passo dopo passo

Come si prepara

1

Preparare l’impasto dei tajarin

Disponete la farina a fontana, unite i tuorli e il sale, poi incorporate la farina dai bordi con una forchetta. Lavorate l’impasto con le mani per 8-10 minuti, fino a renderlo liscio, sodo e omogeneo. Avvolgetelo e lasciatelo riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.

2

Avviare il soffritto

Mondate cipolla, carota e sedano e tritateli molto finemente. Scaldate l’olio con il burro in un tegame dal fondo pesante, unite il trito e cuocetelo a fuoco basso per 8-10 minuti, finché sarà morbido senza prendere colore.

3

Rosolare e cuocere il ragù

Aggiungete manzo, maiale e salsiccia sgranata. Rosolate a fuoco medio per 10 minuti, mescolando e separando bene la carne. Sfumate con il vino e lasciate evaporare. Unite passata, alloro e 150 ml di brodo caldo; salate leggermente. Coprite lasciando uno spiraglio e cuocete a fuoco dolce per circa 90 minuti, aggiungendo poco brodo alla volta quando necessario. Eliminate l’alloro e regolate di sale e pepe.

4

Stendere e tagliare la pasta

Dividete l’impasto in 4 parti. Stendetele una alla volta con il matterello o la macchina per la pasta, fino a ottenere sfoglie sottilissime, circa 1 mm. Lasciatele asciugare sulla spianatoia infarinata per 5 minuti, quindi ripiegatele delicatamente e tagliatele in fili larghi 2-3 mm. Srotolate i tajarin e infarinateli appena.

5

Cuocere e mantecare

Portate a bollore abbondante acqua salata. Cuocete i tajarin per 2-3 minuti, scolandoli quando saranno teneri ma ancora consistenti. Trasferiteli nel tegame con il ragù, unite qualche cucchiaio di acqua di cottura e saltate per 1 minuto, finché il condimento li avvolgerà in modo uniforme.

6

Servire

Distribuite subito i tajarin nei piatti caldi e completate con Parmigiano Reggiano grattugiato.

Da sapere

Consigli

Per una sfoglia regolare, lavorate l’impasto finché non oppone più resistenza e stendetelo in porzioni piccole. Il ragù deve risultare morbido e lucido: se si restringe troppo durante la cottura, allungatelo con poco brodo caldo. Salate con moderazione, perché il Parmigiano aggiunto alla fine è già sapido.

Da sapere

Varianti

Per un ragù più vicino ai sapori autunnali piemontesi, potete sostituire parte del manzo con carne di vitello. I tajarin sono ottimi anche con ragù di coniglio o di funghi porcini, ma in questi casi il condimento cambia carattere rispetto alla versione proposta.

Da sapere

Conservazione

Il ragù si conserva in frigorifero, chiuso in un contenitore ermetico, per 2 giorni; potete anche congelarlo per 2 mesi. I tajarin freschi vanno preferibilmente cotti subito; in alternativa, fateli asciugare completamente e conservateli in un contenitore ben chiuso per 1-2 giorni.

Da sapere

Errori da evitare

Non aggiungete acqua all’impasto: i tuorli devono bastare a legare la farina e mantenere la pasta intensa e compatta. Evitate di far bollire energicamente il ragù, che diventerebbe asciutto e meno armonioso. Non cuocete troppo i tajarin: essendo molto sottili, perdono rapidamente consistenza.

Dubbi comuni

Domande frequenti

Quanti tuorli servono per i tajarin piemontesi?

Non esiste una proporzione unica, ma un impasto ricco richiede molti tuorli. In questa ricetta 8 tuorli per 250 g di farina assicurano colore, elasticità e sapore senza rendere la sfoglia difficile da lavorare.

Posso preparare il ragù il giorno prima?

Sì. Il riposo in frigorifero migliora l’amalgama dei sapori. Raffreddatelo rapidamente, conservatelo chiuso e riscaldatelo dolcemente con un poco di brodo prima di condire la pasta.

Quanto devono cuocere i tajarin freschi?

In genere bastano 2-3 minuti in acqua bollente salata. Il tempo dipende dallo spessore della sfoglia e dal grado di asciugatura: assaggiateli prima di scolarli.

Si possono fare i tajarin senza macchina per la pasta?

Sì. Con un matterello si ottiene una sfoglia eccellente, purché venga tirata molto sottile e con spessore uniforme. Per il taglio, infarinate appena la sfoglia e usate un coltello affilato.

Per saperne di più

Approfondimento

I tajarin sono una delle paste fresche più rappresentative del Piemonte, in particolare dell’area delle Langhe e del Monferrato. La loro caratteristica è l’impasto molto ricco di tuorli, che regala un colore dorato intenso, una consistenza setosa e una notevole elasticità. La sfoglia va tirata molto sottile e tagliata in striscioline fini: è questo lavoro a rendere la pasta adatta a raccogliere condimenti morbidi e ben legati.

Per accompagnarli, il ragù viene preparato con carne bovina e suina, un soffritto regolare e una cottura dolce, indispensabile per ottenere una salsa concentrata ma non asciutta. Il vino rosso piemontese completa il fondo di cottura con una nota aromatica misurata. Cuocete i tajarin per pochi istanti e mantecateli direttamente nel ragù: la loro porosità naturale e il velo di acqua di cottura formeranno un condimento avvolgente, senza bisogno di eccessi.