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Primi

Crapiata materana, zuppa lucana di grano e legumi

La crapiata materana è una minestra densa e conviviale, costruita con grano e un assortimento di legumi secchi. La lunga cottura riunisce sapori e consistenze diverse in un piatto essenziale, completato da verdure e olio extravergine d’oliva.

↓ Vai agli ingredienti
Preparazione30 min
Cottura2 h 30 min
Riposo12 h
Tempo totale15 h
DifficoltàMedia
Porzioni6 persone
CostoEconomico
Crapiata materana servita in ciotola di terracotta con zuppa di grano e legumi
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Prepariamo tutto

Ingredienti

  • 80 ggrano duro in chicchi (secco)
  • 60 gceci secchi
  • 60 gcicerchie secche
  • 60 gfave secche intere
  • 60 gfagioli secchi (borlotti o cannellini)
  • 50 glenticchie secche
  • 50 gpiselli spezzati secchi
  • 350 gpatate
  • 300 gpomodori maturi
  • 1cipolla dorata
  • 1 costasedano
  • 2,5 lacqua (circa, più quella necessaria durante la cottura)
  • 4 cucchiaiolio extravergine d'oliva
  • q.b.sale
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Passo dopo passo

Come si prepara

1

Metti in ammollo gli ingredienti più duri

Sciacqua grano, ceci, cicerchie, fave e fagioli. Raccoglili in una ciotola capiente, coprili abbondantemente con acqua fredda e lasciali in ammollo per 12 ore. Trascorso il tempo, scolali e risciacquali con cura.

2

Avvia la zuppa

Trasferisci grano e legumi scolati in una pentola capiente. Unisci 2,5 litri di acqua fredda, porta lentamente a ebollizione e cuoci a fuoco dolce per 60 minuti, eliminando l’eventuale schiuma superficiale.

3

Unisci le verdure

Trita cipolla e sedano. Pela le patate e tagliale a dadini; taglia i pomodori a pezzi. Aggiungi nella pentola cipolla, sedano e pomodori, quindi prosegui la cottura per 45 minuti, mescolando di tanto in tanto.

4

Completa la cottura

Unisci patate, lenticchie e piselli spezzati. Regola di sale e cuoci per altri 45 minuti, finché il grano e i legumi saranno teneri e il fondo leggermente cremoso. Se necessario, aggiungi poca acqua calda per mantenere la consistenza di una zuppa.

5

Servi

Distribuisci la crapiata nei piatti fondi e completa ogni porzione con olio extravergine d’oliva a crudo.

Da sapere

Consigli

Usa una pentola dal fondo spesso e mantieni un leggero fremito, non un bollore impetuoso: i legumi cuoceranno in modo più uniforme. Il grado di densità è personale: aggiungi acqua calda se la preferisci più brodosa oppure prolunga di qualche minuto la cottura per renderla più avvolgente.

Da sapere

Varianti

La selezione di cereali e legumi può cambiare secondo la disponibilità della dispensa; conserva però la presenza del grano e di più legumi per mantenere il carattere della preparazione. Per un adattamento pratico si può usare un misto secco già pronto per zuppe di cereali e legumi, verificando e rispettando i tempi di ammollo indicati in etichetta.

Da sapere

Conservazione

Conserva la crapiata raffreddata in frigorifero, chiusa in un contenitore ermetico, per 2 giorni. Riscaldala a fuoco dolce aggiungendo poca acqua, perché durante il riposo tende ad addensarsi. Puoi congelarla in porzioni dopo completo raffreddamento per circa 2 mesi.

Da sapere

Errori da evitare

Non saltare l’ammollo di ceci, cicerchie, fave, fagioli e grano: la cottura risulterebbe troppo lunga e disomogenea. Non aggiungere lenticchie e piselli spezzati dall’inizio, perché tendono a sfaldarsi. Evita inoltre di salare troppo presto: attendi che i legumi abbiano iniziato ad ammorbidirsi.

Dubbi comuni

Domande frequenti

Che cos’è la crapiata materana?

È una zuppa della cucina lucana preparata con grano e più legumi, cotti lentamente insieme a verdure semplici fino a ottenere una minestra ricca e corposa.

Quanto deve stare in ammollo il misto per la crapiata?

Grano, ceci, cicerchie, fave e fagioli richiedono in genere 12 ore in acqua fredda. Lenticchie e piselli spezzati non necessitano dello stesso ammollo e si aggiungono in cottura.

Le cicerchie richiedono attenzioni particolari?

Sì. Vanno ammollate a lungo, risciacquate e cotte completamente in acqua pulita; non vanno consumate crude o poco cotte. Segui anche le indicazioni riportate sulla confezione.

Posso preparare la crapiata in anticipo?

Sì. Il giorno dopo i sapori saranno ben amalgamati; al momento di scaldarla aggiungi un po’ di acqua calda per riportarla alla consistenza desiderata.

La crapiata si serve come primo o piatto unico?

Può essere servita come primo sostanzioso oppure come piatto unico, specialmente se accompagnata da pane.

Per saperne di più

Approfondimento

La crapiata è una preparazione legata alla cucina di Matera e della Basilicata, nota per l’incontro di cereali e legumi in un’unica pentola. La composizione può cambiare secondo disponibilità e abitudini domestiche: in questa versione il grano è affiancato da ceci, cicerchie, fave, fagioli, lenticchie e piselli secchi.

Per ottenere una zuppa equilibrata è importante rispettare i tempi dei diversi ingredienti: quelli più coriacei cuociono per primi, mentre lenticchie, patate e piselli spezzati entrano successivamente. Il risultato è una minestra corposa da servire calda, con un filo d’olio extravergine d’oliva a crudo e, se gradito, pane casereccio.