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Secondi

Cima alla genovese: ricetta ligure ripiena in brodo

La cima alla genovese è un grande arrosto freddo della cucina ligure: una tasca di carne bovina cucita e riempita con un composto ricco di vitello, frattaglie, uova, piselli e pinoli. Dopo una lunga cottura dolce in brodo, riposa pressata e si serve a fette, compatte e ben definite.

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Preparazione1 h
Cottura2 h 30 min
Riposo8 h
Tempo totale11 h 30 min
DifficoltàDifficile
Porzioni8 persone
CostoCostoso
Fette di cima alla genovese con ripieno di carne, piselli e pinoli su vassoio di ceramica
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Prepariamo tutto

Ingredienti

  • 1,5 kgtasca di pancia di manzo (aperta dal macellaio e adatta a essere cucita)
  • 350 gpolpa di vitello
  • 150 gcervella di vitello (già pulite)
  • 150 ganimelle di vitello (già pulite)
  • 150 gpoppa di vitello (già pulita)
  • 5uova
  • 200 gpiselli (freschi sgranati oppure surgelati)
  • 80 gParmigiano Reggiano (grattugiato)
  • 40 gpinoli
  • 20 gfunghi secchi
  • 1 cucchiaiomaggiorana (tritata)
  • 1 pizziconoce moscata
  • q.b.sale
  • q.b.pepe nero
  • 3 lbrodo di carne (leggero, necessario a coprire la cima)
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Passo dopo passo

Come si prepara

1

Preparare gli ingredienti del ripieno

Mettete i funghi secchi in ammollo in acqua tiepida per 20 minuti, poi strizzateli con cura e tritateli finemente. Tagliate a pezzi piccoli la polpa di vitello, le cervella, le animelle e la poppa; passate tutto al tritacarne oppure tritate molto finemente al coltello. Sbollentate i piselli per 3 minuti in acqua leggermente salata e scolateli.

2

Comporre il ripieno

Raccogliete le carni e le frattaglie tritate in una ciotola capiente. Unite i funghi, i piselli freddi, il Parmigiano, i pinoli, la maggiorana, la noce moscata e le uova leggermente sbattute. Regolate con poco sale e pepe, quindi amalgamate fino a ottenere un composto uniforme.

3

Farcire e cucire la tasca

Sciacquate la tasca di manzo e asciugatela. Cucite un lato corto con ago da cucina e spago resistente, lasciando aperta l'altra estremità. Riempite la tasca con il composto senza comprimerlo eccessivamente, lasciando circa 2 cm liberi dal bordo: il ripieno aumenterà di volume in cottura. Cucite con cura anche l'apertura rimasta.

4

Cuocere nel brodo

Portate il brodo a leggero fremito in una pentola ampia. Immergete la cima, che dovrà essere completamente coperta dal liquido, e cuocetela a fuoco basso per circa 2 ore e 30 minuti, senza bollore violento. Giratela delicatamente una volta a metà cottura.

5

Raffreddare sotto peso

Sollevate la cima dal brodo con due palette e adagiatela su un vassoio. Copritela con un secondo vassoio e appoggiatevi sopra un peso moderato e uniforme. Lasciatela raffreddare completamente, quindi trasferitela in frigorifero per almeno 6 ore, sempre pressata.

6

Affettare e servire

Eliminate lo spago solo quando la cima è ben fredda. Tagliatela a fette di circa 1 cm con un coltello lungo e affilato e servitela fredda o appena riportata a temperatura ambiente.

Da sapere

Consigli

Fate cucire e rifilare la tasca dal macellaio, specificando che dovrà contenere il ripieno della cima. Durante la cottura il brodo deve appena fremere: un'ebollizione forte può tendere la carne e compromettere la forma. Per fette pulite, usate un coltello a lama liscia e affilatelo prima del taglio.

Da sapere

Varianti

Le proporzioni e la presenza delle frattaglie cambiano nelle ricette di famiglia e nelle versioni locali. Per un adattamento domestico più semplice si può preparare un ripieno con sola polpa di vitello, uova, piselli, Parmigiano, pinoli e funghi, ma il risultato sarà diverso dalla versione ricca con cervella, animelle e poppa.

Da sapere

Conservazione

Conservate la cima alla genovese in frigorifero, ben coperta e preferibilmente nel poco brodo di cottura filtrato, per 2 giorni. Non lasciatela a temperatura ambiente per tempi prolungati. Si può congelare già affettata, ben protetta, per circa 1 mese.

Da sapere

Errori da evitare

Non riempite la tasca fino all'orlo: il composto di uova e carne si espande e la cucitura potrebbe cedere. Non fate bollire energicamente il brodo e non affettate la cima ancora tiepida, perché il ripieno non avrebbe il tempo di compattarsi.

Dubbi comuni

Domande frequenti

Che taglio di carne serve per la cima alla genovese?

Serve una tasca ricavata dalla pancia di manzo, abbastanza ampia e regolare da poter essere farcita e cucita. È consigliabile richiederla già preparata al macellaio.

Perché la cima va raffreddata sotto peso?

La pressione uniforme aiuta il ripieno a compattarsi e permette di ottenere fette nette, senza vuoti o sbriciolature.

La cima alla genovese si serve calda o fredda?

Si serve di norma fredda, dopo il completo rassodamento in frigorifero. Può sostare brevemente a temperatura ambiente prima di essere portata in tavola.

Come capire se la cima è cotta?

Dopo circa 2 ore e 30 minuti di cottura dolce, la tasca deve risultare tenera ma integra. Il ripieno, una volta raffreddato e pressato, sarà sodo e uniforme al taglio.

Per saperne di più

Approfondimento

La cima alla genovese richiede precisione nella preparazione della tasca di carne e pazienza nei tempi di raffreddamento. Il ripieno, caratterizzato dall’unione di carne di vitello, frattaglie, uova, piselli, funghi secchi, Parmigiano Reggiano e pinoli, cuoce direttamente all’interno della carne e acquista consistenza durante il raffreddamento sotto peso.

È una preparazione da portata fredda, adatta ai pranzi delle feste e ai buffet, da affettare solo quando è completamente rassodata. Il brodo di cottura può essere filtrato e utilizzato per minestre, risotti o altre preparazioni: la cima va invece conservata nel suo fondo, ben coperta, fino al momento del servizio.