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Dolci

Pangiallo dei Castelli Romani con cioccolato fondente e frutta secca

Il pangiallo è il dolce natalizio romano per eccellenza: una cupola compatta e profumata, ricca di frutta secca, uvetta e canditi, lucidata in superficie da una glassa allo zafferano che gli dà il colore giallo.
Questa versione unisce miele e cioccolato fondente, per un dolce intenso, da servire a fette sottili con il caffè o a fine pasto.

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Preparazione25 min
Cottura35 min
Riposo1 h
Tempo totale2 h
DifficoltàFacile
Porzioni8
CostoMedio
Pangiallo dei Castelli Romani con cioccolato fondente e frutta secca
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Prepariamo tutto

Ingredienti

  • 150 gmandorle (Per l'impasto)
  • 150 ggherigli di noci (Per l'impasto)
  • 150 gnocciole (Per l'impasto)
  • 50 gpinoli (Per l'impasto)
  • 150 guvetta (Per l'impasto)
  • 50 gcanditi misti (Per l'impasto)
  • 150 gfarina 00 (Per l'impasto, setacciata)
  • 100 gcioccolato fondente (Per l'impasto)
  • 150 gmiele (Per l'impasto)
  • 1arancia (Per l'impasto, scorza grattugiata)
  • 1limone (Per l'impasto, scorza grattugiata)
  • 2 cucchiaifarina 00 (Per la glassa, setacciata)
  • 2 cucchiaiolio extravergine di oliva (Per la glassa)
  • 1 bustinazafferano (Per la glassa, pistilli)
  • 3 cucchiaiacqua tiepida (Per la glassa)
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Passo dopo passo

Come si prepara

1

Taglia la frutta secca

Trita grossolanamente mandorle, noci e nocciole con un coltello, in pezzi irregolari. Tieni interi i pinoli e mettili nella ciotola insieme agli altri.

2

Sciogli miele e cioccolato

Scalda il miele in un pentolino a fuoco basso, mescolando. Spegni, aggiungi il cioccolato fondente a pezzetti e mescola finché è completamente sciolto.

3

Prepara l'impasto

Nella ciotola con la frutta secca unisci l'uvetta, i canditi tagliati a dadini, le scorze di arancia e limone e la farina. Versa il miele con il cioccolato poco alla volta e amalgama fino a ottenere un composto compatto.

4

Forma il panetto e fai riposare

Modella l'impasto in un panetto semisferico su una teglia rivestita di carta forno. Lascialo riposare per circa 1 ora. Nel frattempo accendi il forno statico a 175 °C.

5

Prepara la glassa

Sciogli i pistilli di zafferano nell'acqua tiepida. Unisci la farina e l'olio e mescola fino a ottenere una pastella fluida ma non liquida.

6

Glassa il pangiallo

Spennella il panetto con la glassa, coprendolo completamente.

7

Cuoci

Inforna a 175 °C per 30-35 minuti, finché la superficie è ben colorata. Controlla negli ultimi minuti perché la frutta secca tende a scurirsi in fretta.

8

Fai raffreddare

Lascia raffreddare completamente il pangiallo prima di tagliarlo, per ottenere fette nette.

Da sapere

Consigli

Se vuoi un gusto più marcato, tosta la frutta secca in forno ventilato a 180 °C per qualche minuto prima di tritarla, e lasciala raffreddare. Taglia il pangiallo con un coltello affilato a fette sottili: il dolce è molto ricco e sazia in fretta.

Da sapere

Varianti

La versione di Ada Boni non prevede cioccolato né miele: usa invece uvetta, canditi, pinoli, mandorle, farina e lievito di pane, con spezie in polvere (chiodi di garofano, cannella, noce moscata) e una notte di riposo. Il pangiallo viterbese aggiunge pepe fresco macinato.

Da sapere

Conservazione

Avvolto in carta alimentare o chiuso in una scatola di latta, si conserva per circa due settimane in un luogo fresco e asciutto. Si può congelare a fette, ben avvolte, fino a due mesi: scongela a temperatura ambiente.

Da sapere

Errori da evitare

Non glassare il panetto prima del riposo e non cuocere a temperature più alte di quella indicata: la frutta secca brucia prima che l'interno sia compatto. Non tagliare il dolce ancora tiepido, perché si sbriciola.

Dubbi comuni

Domande frequenti

Perché si chiama pangiallo?

Il nome deriva dal colore giallo della superficie, che si ottiene con una glassa allo zafferano. In altre versioni il colore viene da spezie o da una pastella all'uovo.

Si può preparare in anticipo?

Sì, anzi migliora dopo un giorno o due, quando i sapori si amalgamano. Conservalo ben avvolto in un luogo fresco.

Si può sostituire il miele?

Sì, con altro miele di gusto delicato, come l'acacia. Un miele troppo aromatico copre il sapore del cioccolato e delle scorze.

Posso usare altra frutta secca?

Sì, mantenendo lo stesso peso totale. Evita ingredienti molto umidi, che renderebbero l'impasto troppo molle.

Per saperne di più

Approfondimento

Il pangiallo è un dolce delle feste diffuso a Roma e nel Lazio, con molte versioni che cambiano da famiglia a famiglia. Secondo la tradizione, le sue origini risalgono all’epoca romana, quando in occasione del solstizio d’inverno si preparavano dolci con miele, uva passita, pinoli e noci come auspicio di rinascita.

La versione proposta qui, con miele e cioccolato fondente, è un’interpretazione moderna e golosa del dolce tradizionale: più scura e intensa, pensata per chi ama il cioccolato.